Restauro: cos’è e come preservare il passato per il nostro futuro

Attraverso gli interventi di restauro si assicura la conservazione nel tempo di un bene (manufatto, immobile, eccetera) di interesse storico, culturale, artistico riportandolo alla sua forma originaria e (ri)valorizzandolo. Nel corso dei secoli ci si è approcciati diversamente al restauro come disciplina e alla sua messa in pratica. Quello che segue è un breve excursus, così, su quelle che sono le linee di pensiero dominanti al momento su cos’è, a cosa serve e come si effettua il restauro.

Cos’è e a cosa serve il restauro di un bene di interesse storico-artistico

Il Codice dei beni culturali e del paesaggio italiano dà un aiuto importante quando si tratta di dare una definizione di restauro. Uno degli articoli parla del restauro come di un «complesso di operazioni finalizzate all’integrità materiale ed al recupero del bene […], alla protezione e trasmissione dei suoi valori culturali». A rischio di semplificare eccessivamente, cioè, il restauro serve ad assicurarsi che un immobile o un manufatto di interesse storico-culturale perdurino integri nel tempo, siano sempre fruibili ai loro utilizzatori e preservati nel loro valore e nella loro bellezza. Al contrario di quanto i meno addentro alla materia potrebbero pensare e come molti teorici del restauro hanno ribadito nel tempo, gli interventi di restauro sono insomma orientati al futuro più che al passato.

Sulla base di questo assunto si sono affermati alcune teorie, alcuni approcci al restauro piuttosto che altri. Il cosiddetto restauro conservativo è quello attualmente più praticato su beni di grande importanza storica, architettonica, culturale dal momento che ne assicura la conservazione in tutta la completezza delle stratificazioni avvenute nel tempo. Meno in voga è ormai, invece, il restauro cosiddetto di ripristino che si pone come obiettivo, semplificando, di riportare il bene a quello che doveva essere il progetto originale di chi lo ideato ma che, nel tentativo di proseguire tale obiettivo, finisce spesso per intervenire in maniera drastica sull’immobile o sul manufatto. Una via di mezzo, quella del restauro critico, propone essenzialmente una lettura del bene contestualizzata per epoche storiche, interventi e rifacimenti successivi.

Gli step essenziali di un intervento di restauro

A prescindere da quale approccio si decida di adottare, gli interventi di restauro partono sempre da una serie di valutazioni e consulenze svolte da professionisti specializzati e con esperienza nel settore e spesso sula singola tipologia di edificio: clicca qui per visionare la pagina della Angelani Restauro, restauratori di eccellenza. Seguono quindi, a mandato affidato, una serie di rilevazioni architettoniche che servono a comprendere meglio le caratteristiche del bene e di ciò che lo circonda. Una fase di diagnosi serve a comprendere se il bene ha subito alterazioni rispetto alla sua forma originaria, eventualmente di che tipo e a programmare sulla base di tali valutazioni eventuali interventi di consolidamento. Si passa quindi alla fase di progettazione del restauro con inclusa la stima dei tempi e dei costi di realizzazione dello stesso. Alla fase operativa di restauro ne segue, infine, una più lunga di monitoraggio dei risultati ottenuti che serve ad assicurarsi la durata nel tempo degli interventi e, cioè, che il restauro riesca nell’obiettivo macroscopico di preservare il passato e le sue ricchezze per il futuro.