Vacanze nelle Marche: la Bandiera Arancione di Monterubbiano

MarcheChi vuole regalarsi delle vacanze nelle Marche in una località contrassegnata dalla Bandiera Arancione può trovare, in questa regione, una grande varietà di opportunità: tra queste c’è, di sicuro, Monterubbiano, giudicata all’unanimità uno dei gioielli più preziosi e più piacevoli dell’entroterra della provincia di Fermo. Si tratta di una località che domina quasi tutta la Valle dell’Aso, e che è conosciuta nel centro Italia soprattutto per Sciò la Pica, una festa che va in scena il giorno di Pentecoste, e che non è altro che la perpetuazione del Ver Sacrum e del suo rito. In altre parole, la trasmigrazione di una popolazione sabina, attuata per rispettare un voto agli dei, che ha preso il via dalla conca reatina con destinazione, appunto, il Piceno, seguendo il volo di un picchio. La manifestazione è dedicata alla Madonna del Soccorso, a cui vengono offerti i frutti della terra e i fiori a ornamento dei ceri magni proposti dalle corporazioni di arti e mestieri, ed è associata a un evento in costume che richiama l’epoca del Rinascimento, anche se il vero momento clou va individuato nella giostra all’anello a cui prendono parte i cavalieri delle diverse corporazioni.

Recandosi a Monterubbiano, quindi, si può essere protagonisti di vacanze nelle Marche all’insegna della tradizione, in un luogo che affonda le radici in un passato molto antico, se è vero che in questo territorio i Piceni si insediarono ben tre millenni fa, tra il IX e il III secolo avanti Cristo. Un tempo questa cittadina era protetta da un sistema fortificato molto solido, che tuttavia si è sgretolato con il passare del tempo: oggi rimangono solo alcuni tratti delle mura e il torrione del Cassero.

Quello che non si è perso, invece, è l’impianto medievale del borgo. Ecco perché passare le vacanze nelle Marche qui vuol dire avere la possibilità di un ricordo indelebile, destinato a rimanere impresso per sempre nella memoria: è come immergersi nel passato e toccare con mano la storia. Una storia più o meno recente, a seconda degli scorci e degli angoli: e così, da un lato c’è il Palazzo Comunale, all’interno del quale si trova la pinacoteca civica, e non lontano è presente la Collegiata di Santa Maria dei Letterati, nota per ospitare tre tavolette e una tela di Vincenzo Pagani, artista del luogo attivo nella prima metà del XVI secolo.

Se si ama l’architettura, un’altra tappa obbligata è il Teatro Pagani, che ha la peculiarità di offrire una sala conformata a ferro di cavallo, per circa 250 posti. Vale la pena, d’altro canto, sostare anche presso l’antica pieve di Santo Stefano e San Vincenzo, realizzata intorno all’anno Mille, e visitare il giardino pubblico intitolato a Giacomo Leopardi. Infine, meritano di essere ammirati il cimitero monumentale, il Polo Culturale San Francesco, la Chiesa di Santa Maria del Soccorso e il Ghetto Ebraico, che ha visto la luce nel Quattrocento.