Recuperare i dati dalle penne USB

chiavetta-usbIl recupero dati non è un intervento che riguardi solo server o hard disk di ditte e aziende: anche i privati possono averne bisogno, magari per rientrare in possesso di informazioni contenute in una pen drive o in un CD a cui non si riesce più ad accedere. Recuperare i dati da una penna USB, per esempio, è una situazione più frequente di quel che si possa immaginare: può accadere che il dispositivo abbia subìto un danno di tipo fisico, per colpa di un urto o di un colpo, o che sia stato formattato in modo accidentale e indesiderato. Altre volte può succedere che la penna in apparenza sia funzionante, ma non venga riconosciuta dal computer in cui viene inserita, magari dopo uno sbalzo di corrente o per colpa di un errore di scrittura di un file. Cosa si può fare in questi casi? O rassegnarsi a perdere i dati contenuti o, più intelligentemente, contattare un centro specializzato nel ripristino dei dati.

Il sito Recuperodatirm.it è un punto di riferimento da tenere in considerazione in questo senso: non solo presenta un gran numero di informazioni di cui si potrebbe avere bisogno, ma accanto a spiegazioni e delucidazioni offre anche la possibilità di richiedere un preventivo personalizzato utile a scoprire quali potrebbero essere i costi e le tariffe di un eventuale intervento. Vale la pena di sapere, per altro, che si tratta di interventi che vantano una percentuale di successo prossima al 100%: sono davvero rari i casi in cui non si riesca a raggiungere l’obiettivo desiderato (e, ovviamente, in tali circostanze nessuna somma è dovuta).

Recupero dati: cosa non bisogna fare

Quel che è certo è che un errore che non si deve assolutamente commettere è quello di pensare di risolvere il problema da soli: il fai da te, in casi come questi, non solo è inutile, ma è addirittura pericoloso, perché quasi sempre finisce per provocare un numero di danni maggiore rispetto a quelli che si era intenzionati a risolvere. Insomma, pensarci da soli è sbagliato e sconsigliato: sia perché c’è bisogno di competenze ad hoc e di una conoscenza altamente specializzata, sia perché servono delle attrezzature e delle tecnologie particolari che, ovviamente, non si hanno a disposizione in casa. Il rischio di compromettere in modo definitivo o comunque di peggiorare la situazione è molto elevato: meglio rivolgersi a dei professionisti.

Vale la pena di ricordare, in conclusione, che la formattazione di una penna USB può essere di due tipi: si parla, infatti, di formattazione veloce e di formattazione sicura. Con la formattazione veloce, non bisogna fare altro che entrare nel menù di base del bios per riuscire a recuperare in maniera integrale la maggior parte dei file, a condizione che non vengano sovrascritti nuovi dati su aree specifiche. Con la formattazione sicura, invece, si deve ricorrere a un programma specifico che elimina e cancella alcune aree della penna USB.